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The Secret Of The Web
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Babbo Natale è cieco! (un video per te)
Questo periodo dell’anno, quello delle feste, è consuetamente piacevole ed emozionante per molte persone: auguri via e-mail, sms, telefonate, la corsa sfrenata e pressoché obbligata per gli acquisti degli ultimi regali, la preparazione delle cene e dei pranzi, i preparativi per raggiungere mete caraibiche calde e lontane, lo stress, eccetera, eccetera.
Per altre persone, tuttavia, questo stesso periodo dell’anno è invece quello più “difficile” da affrontare, per vari motivi. Sono le persone che si trovano in ospedale, in missione all’estero e lontane dai propri affetti familiari, le persone anziane e dimenticate, le persone che hanno appena perso l’amore della propria vita o il lavoro…
Se ti riconosci tra queste persone, sappi che, malgrado tutto quello che le apparenze possano indurti a credere adesso, sei una persona speciale e non permettere mai a nessuno di indurti a rinunciare alla tua grandezza.
Inoltre, sappi che non sei una persona sola. Nessuno lo è mai veramente.
Ad esempio, questo post potrebbe essere stato scritto proprio per te che lo leggi adesso. Se vuoi, considerala pure una coincidenza.
Se invece conosci una di queste persone, vai a trovarla o telefonale prima di spegnere il computer.
E se vuoi, dedica un commento a coloro che non conosci…
Questo post è dedicato soprattutto a tutti loro
Auguri a tutti di buone feste e di tanta tanta felicità!
(e non dimenticare di guardare il nostro video qui sotto…)
Un abbraccio forte,
Ann, John & Joseph
“The Etna Bandits”
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All’inizio può fare molto male, ma col tempo…
Conosci la storia della chiave e del lampione?
E’ quella di un tizio che sta camminando a notte fonda per una viuzza poco illuminata. Ad un certo punto, incontra un uomo tutto indaffarato a cercare qualcosa, inginocchiato sotto un lampione. Incuriosito, gli domanda “Mi scusi, ma cosa sta cercando?” E lui “Ho perso la chiave di casa”.
Al che il passante, un po’ perché impietosito, un po’ perché desideroso di risolvere un problema, si offre di aiutarlo nella sua ricerca e così i due continuano a cercare insieme per oltre mezz’ora. Ma della chiave, nessuna traccia. A questo punto, il passante, spazientito di tanto cercare e di tanto non trovare, gli dice “Abbiamo cercato dappertutto, palmo dopo palmo: ma è sicuro di averla persa proprio qui sotto?” Al che l’uomo, con un filo di voce, ammette: “Beh, in effetti, no. Per la verità l’ho persa dentro casa, ma qui c’è più luce…”
Fino a qualche tempo fa ero convinto che la causa della mia insoddisfazione, del mio non aver ancora realizzato una vita per me soddisfacente, del mio continuo cercare e non trovare, fosse da attribuire al “destino”.
E’ quello che dalle mie parti si dice “aviri a mala stidda” (cioè avere una cattiva stella, gli astri avversi).
E qui non mi riferisco solo al punto di vista economico (che pure e comunque ha la sua incidenza), ma un po’ anche a tutto il resto.
Insomma, ero indaffarato a cercare la mia chiave lontano da dove l’avevo persa, “al di fuori”, solo perché in questo modo, mi illudevo che fosse più facile e comodo trovarla. Ero stato condizionato ad addossare la responsabilità delle cose della mia vita che non mi piacevano a qualcosa al di fuori di me: i genitori, il capo, gli amici, la televisione, i colleghi di lavoro, i clienti, il tempo atmosferico, la crisi economica, la politica, l’oroscopo, la mancanza di denaro – insomma, chiunque o qualunque cosa a cui potevo appioppare la colpa. Non volevo mai guardare verso il vero punto cruciale – me stesso.
Ok, forse a questo punto ti starai chiedendo come mai io ti stia raccontando i fatti miei…
Hai ragione e ti rispondo subito.
Se qualcosa ti suona familiare con questa storia, allora ho due notizie per te, una buona e una cattiva.
Comincio da quella cattiva: esiste davvero una persona che ha determinato a tua insaputa la qualità della tua vita, c’è un responsabile che ha tramato nell’ombra pressoché tutto di te.
Ok, adesso la buona notizia: quel responsabile sei tu.
Io ho impiegato 19 anni per accettare questo punto.
E’ stato facile?
Per niente! Non per me, almeno.
Però è stata una liberazione.
All’inizio, può fare molto male rendersene conto, è stato un processo tormentato. Ma col tempo, questa consapevolezza per me si è trasformata in un potere straordinario di cui oggi non potrei più fare a meno.
E’ stata l’origine di una piccola grande svolta e per questo desidero condividerla con te: spero che possa esserti di aiuto. Se, come altre volte è capitato a me, questa lettura ha l’aria di una strana coincidenza, prova a coglierla nel modo più utile per te: magari non è solo un caso.
Ok, forse a questo punto vorresti dirmi che non è proprio così, che non è dipeso da te se le cose non sono andate come avresti voluto tu, che ci sono altre condizioni a contorno che io non posso nemmeno immaginare, difficoltà su difficoltà e circostanze che ti condizionano pesantemente dall’esterno. Del tutto legittimo.
O magari vorresti testimoniare le mie stesse conclusioni o aggiungere qualche distinguo più particolare.
Insomma, a chi stai attribuendo i risultati di quello che hai ottenuto e che non hai ottenuto nella vita?
Raccontami la tua esperienza aggiungendo un commento a questo post.
Invita anche i tuoi amici a lasciare un contributo.
Presto ti racconterò come questo nuovo modo di vedere le cose ha cambiato la mia vita e di come potrebbe cambiare anche la tua.
Un abbraccio forte,
Joseph
“The Etna Bandits”
PS: se vuoi “sbirciare”, la nostra storia la trovi qui : The Secret of the Web
generale: crescita personale responsabilità ricerca
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Mi ci sono voluti 19 anni per capirlo…
Qualche giorno fa, parlando al bar con un mio amico, gli ho sentito fare questa osservazione:
“Sai Joseph, mi piacerebbe moltissimo poter girare l’Europa e al tempo stesso lavorare per mantenermi indipendente e senza vincoli di spazio e tempo. Pensa a come sarebbe bello passare un intero pomeriggio di primavera, assieme ai miei bambini, in un parco di Parigi e magari, mentre loro si divertono a giocare, io svolgo una parte del mio lavoro, possibilmente appassionante e divertente…”
Al che gli rispondo: “Beh, se viaggiare e vivere in posti diversi è una tua aspirazione, allora sì, sarebbe molto bello per te.”
E lui: “Già, ma con un lavoro da impiegato come il mio e un mutuo sulle spalle da pagare… ”
Dopo questa frase, ha aggiunto qualcosa che oggi ha dell’incredibile per me, mi ha sorpreso davvero molto, non tanto perché mi dava modo di capire qualcosa sul suo modo di pensare, ma piuttosto perché scoprivo che quel modo di pensare era anche stato il mio, solo fino a qualche anno addietro. E’ proprio incredibile come possano cambiare le cose nella vita…
Insomma, quel dialogo occasionale, per me era stato lo spunto per riflettere su una cosa importante che avevo capito solo da poco e che mi aveva permesso di dare una svolta alla mia vita, letteralmente dall’oggi al domani.
Il motivo per cui te ne sto parlando qui adesso è che spero di poter dare anche a te un pretesto per riflettere e, chissà, magari come è capitato a me, darti uno spunto per realizzare la tua di svolta.
Sarà presuntuoso? Forse sì, ma credo che il gioco valga la candela.
Sì perché, innanzitutto, sono convinto che tutti, e sottolineo tutti, compreso tu che stai leggendo adesso, ci meritiamo di vivere una vita appagante e soddisfacente. Alti e bassi sembrano essere inevitabili, d’accordo, ma credo che ciascuno di noi abbia il diritto di aspirare a condurre un’esistenza – almeno mediamente – ricca di significato e benessere.
Forse a questo punto ti starai chiedendo: ok Joseph, ma cosa c’entra tutto questo col tuo amico che sogna di passare i pomeriggi nei parchi di Parigi e, soprattutto, cos’è che hai capito dopo così tanto tempo (19 anni)?
Ok, hai ragione, le tue domande sono legittime.
Prima di risponderti però, fai questo esperimento: rifletti circa quali sensazioni provi quando dentro di te ti ripeti la frase “Io merito di condurre una vita appagante e soddisfacente”.
Che effetto ti fa?
Provi entusiasmo o un certo disagio?
Ci hai mai pensato?
Ok, ricordati bene di questa emozione: una parte di ciò che ho capito io in tanto tempo dipende proprio da quest’emozione.
Adesso ti svelo un trucco: per quanto profondamente io possa essere convinto che ciascuno di noi meriti di condurre una vita straordinaria, questo fatto, di per sé, non cambierà nulla, ripeto NULLA, nella tua vita.
Sai qual è il trucco? Il trucco è che ciò che conta davvero nella tua vita è ciò di cui sei profondamente convinto tu.
Ma veniamo alla risposta del mio amico, il “viaggiatore sognante”.
Come ti dicevo, dopo la mia proposta di girare in lungo e in largo mezza Europa, mi risponde: “Magari fosse possibile, chissà quando mi capiterà una fortuna simile…”
Non so se hai colto la sfumatura…
Eccola più evidente: “…MI CAPITERA’…”
E’ più chiara adesso?
In altre parole, il tipo di pensiero è questo: “quello che sogno e desidero è una fortuna che casomai mi deve capitare, io non c’entro niente, quindi devo solo aspettare e sperare che accada da sé”. Facile, no?
Oggi mi viene da ridere, ma questo modo di pensare è stato anche il mio, per molti anni, fino a quando, poco tempo fa, quasi per caso ho scoperto che…
Ancora un attimo di pazienza, voglio fare un altro esperimento!
Mi farebbe piacere se anche tu condividessi con gli altri lettori la tua opinione o esperienza circa il fatto di meritarsi una vita straordinaria. Fino ad ora ho incontrato diverse persone che hanno visioni incredibilmente differenti su questo punto.
Tu che ne pensi?
Aggiungi un commento a questo post, raccontami la tua esperienza.
Invita anche i tuoi amici a farlo.
Presto aggiungerò altri particolari al seguito di questa storia e, se ti incuriosisce, troverai le novità in questo stesso blog.
Se poi sei troppo impaziente, allora troverai qualche indizio in più cliccando il link qui sotto:
Clicca qui per saperne di più…
Un abbraccio forte,
Joseph
“The Etna Bandits”
generale: aspirazioni benessere vita straordinaria



